L’allattamento e la Dermatite.

L’allattamento e la Dermatite cosa potranno mai centrare?

L’allattamento e la Dermatite

Andiamo per gradi.

Cosa c’è di più bello e tenero di vedere una mamma che allatta il suo piccolo, questo vale per il mondo animale ma ancora di più per noi umani.

Primi tocchi, prime tenerezze ma anche le prime difficoltà che il bimbo presenta alla mamma.

La prova fisica del parto, ma anche la fragilità emotiva in questi momenti di cambi di vita importanti non sono facili da gestire.

Spesso la responsabilità eccessiva che sente la mamma, si trasforma in difficoltà di allattamento.

L’allattamento al seno dovrebbe essere promosso e accompagnato in modo adeguato ma purtroppo non sempre è così.

Troppo frettolosamente, spesso viene proposta l’aggiunta con sostitutivo artificiale per il timore che il piccolo non ciucci abbastanza e non cresca.

“Non promuovere l’allattamento è come incentivare la Dermatite”

Ma cosa centra il latte con la Dermatite?

La crosta lattea: chi non l’ha avuta o vista? Il termine non ricorda l’allattamento e la Dermatite?

Siamo sempre a discutere se l’alimentazione ha correlazione con la Dermatite, il latte materno è l’alimento per eccellenza il primo e unico.

“Latte della tua specie sì latte della altre specie no”

Ippocrate IV sec a.C.

Direi che gran parte dei dubbi se ne siano già andati con queste righe ma entriamo ancora più nel dettaglio perché le variabili sono veramente tante.

Il corpo del bimbo e quello della mamma sono stati una cosa sola per nove mesi ed ora dopo il parto non è molto diverso, siamo pur sempre dei simil-marsupiali, non siamo autonomi, non solo per il cibo.

Spesso succede che una mamma con Dermatite mi dica che quella dei figli sia genetica ma non è sicuramente tutto lì, perché a qualcuno non succede?

Il latte deriva dalla mamma, quindi dalla stessa essenza che ha generato il piccolo, come potrebbe non essere adatto/perfetto?

Il colostro è il primissimo latte, quello delle prime ore dopo il parto, trova applicazione anche in dermatologia e -combinazione – è il primo liquido di cui ci nutriamo.

Il colostro è un vero e proprio cibo degli Dei per le sue caratteristiche perché con se porta o dovrebbe portare una grande quantità di Bifidobatteri fondamentali per la crescita del neonato. (vedi video parto).

Ebbene sì, qui ci giochiamo molto della salute fisica e mentale di tutta la famiglia, perché l’abbondanza o la carenza di Bifidobatteri predispone a:

  • coliche intestinali,
  • reflusso,
  • irritazione da pannolino,
  • crosta lattea e tutti i tipi di Dermatiti e/o manifestazioni sulla pelle.

Cosa incide sulla qualità del latte materno?

La gravidanza dovrebbe essere preparata e preparatoria per dare basi solide al nascituro invece spesso ci si da attenzione solo nelle ultime settimane o in occasione di esami ed ecografie.

L’acido folico e il ferro sono i consigli che tutti sanno ma non bastano, la gravidanza è gestita dai nostri batteri quindi dovremmo equilibrarli e rimpolparli con attenzione.

Il bambino e “batterio dipendente” in tutti i sensi, questi ultimi si occupano della:

  • capacità trofica delle cellule (crescita),
  • produzione del 70% degli ormoni e dei neurotrasmettitori corporei,
  • produzione di vitamine,
  • gestione del 70% del Sistema Immunitario,
  • gestione del 70% del Sistema Infiammatorio.

La mamma ha una sua carica batterica più o meno ottimale ma l’antibiotico spesso rovina tutto (ovviamente è un salva vita, ma poniamo rimedio ai danni fatti al più presto).

Durante la gravidanza può succedere che si debba far ricorso all’antibiotico oppure durante il parto per il tampone vagino/rettale positivo al batterio Streptococco agalactiae, meglio noto come Streptococco Beta emolitico del gruppo b.

Se il travaglio si protrae per più di 18 ore dalla rottura delle acque il protocollo impone l’uso dell’antibiotico il che non permette al bimbo di raccogliere i batteri dalla mucosa vaginale della mamma.

Un nascituro nato con antibiotico, oppure con sacco integro (con la camicia) oppure parto cesareo, dal punto di vista batterico sono sovrapponibili.

La Dermatite con l’allattamento come può reagire?

L’allattamento artificiale e la Dermatite.

La mamma potrebbe incorrere in mastiti, anche se il più delle volte sono solo ingorghi ostinati e “tac” scatta l’antibiotico che manda all’aria tutto.

Neonato e mamma subiscono uno squilibrio batterico che predispone enormemente in questa fase a Dermatite.

Per mia esperienza Dermatite non è scorticarsi dal prurito e piaghe ma nei primi 100 giorni di vita un culetto arrossato o pustole sporadiche possono essere precursori di Dermatite.

IL corpo non fa nulla per caso e il sintomo è un avvertimento una risorsa importante da usare.

Per ultimo, solo per ordine di tempo, l’antibiotico dato direttamente al lattante è devastante: 1 giorno a questa età è come 10 giorni per un adulto.

Dopo una prima assunzione di antibiotico le mamme segnalano praticamente sempre un cambio in negativo su appetito, feci, reflusso o crosta lattea.

Alla domanda da quando è partita la Dermatite del bambino?…se non dal parto, quasi sempre si innesca poco dopo l’antibiotico.

Se la mamma non riesce con l’allattamento come va la Dermatite?

Può succedere che la mamma non abbia latte a sufficienza per le richieste del cucciolo ma ricordiamoci che tutto ha un motivo quindi una soluzione.

Mamma e neonato sono una cosa sola, più il piccolo ciuccia più latte viene prodotto (se c’è difficolta rivolgiamoci al sevizio gratuito della Leache League).

Con il latte artificiale il S.I. (Sistema Immunitario) del neonato viene sempre stimolato diversamente rispetto all’assunzione di quello materno, ci sono sostanze che il S.I. non conosce ancora e in più la base è di latte vaccino.

Esistono anche latti formula su base vegetale che sicuramente vengono meglio tollerati ma l’elenco degli ingredienti è sempre notevole e sconosciuto al S.I.

Dermatite e S.I. sempre sono correlate e un latte formula per quanto bilanciato e integrato non può competere con quello materno che oltre dona nutrimento alimentare e affettivo.

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