Fermenti lattici liquidi o in polvere, probiotici (di che marca? di quale ceppo? una sola famiglia o più ceppi messi insieme?) yogurt – più o meno commerciali – kefir di latte, kefir di acqua, cibi fermentati di vario genere e/o tipo… ormai con il termine “fermenti” si definisce di tutto.

Il problema che vorrei affrontare sta ANCHE nella scelta del tipo di prodotto da assumere ma in questa sede mi voglio soffermare sul fatto innegabile che siamo unici, quindi le variabili sono tantissime: età e sesso del soggetto, tipo di parto (non limitiamoci a pensare che la differenza sia solo parto naturale o cesareo), allattamento al seno o artificiale, stato di eubiosi batterica della mamma (non importa se ormai abbiamo 50 anni), tipo ed età di svezzamento, cure antibiotiche dai primi mesi di vita in poi, tipo di alimentazione, costituzione del soggetto… l’elenco potrebbe ancora proseguire.
Il buon Dio o l’universo ci ha creati in un pezzo unico… ma sembra sia stata commessa una grave dimenticanza! Non ci è stato fornito il libretto di uso e manutenzione che ci avrebbe permesso di vivere alla perfezione senza acciacchi, dolori, disturbi, malattie.. ma la realtà è diversa: questo manualetto non esiste.
A questo punto anni fa mi sono chiesto come potesse definirsi il corpo umano una macchina perfetta, se nessuno sapeva il suo funzionamento.

Da secoli ormai scienziati, ricercatori, studiosi appassionati dedicano la loro vita a capire questo mistero con l’ambizione di stilare il “manuale di uso e manutenzione della macchina umana”, ma il più delle volte da una scoperta emergono altre N domande che attendono una risposta certa.

Con quanto riportato sopra voglio semplicemente dire che non possiamo affermare di aver usato fermenti o probiotici per un lasso di tempo e, alla fine del protocollo consigliato o dei mesi continui di consumo, dire: “non è cambiato nulla” …semplicemente perché Dio o l’Universo non si sono dimenticati proprio di nulla, anzi! Siamo stati muniti tutti, nessuno escluso, di sintomi, sensazioni, emozioni che ci permettono di comprendere tanto di ciò che ci sta succedendo.

È doveroso cambiare il nostro modo di agire e il nostro approccio; ben vengano antidolorifici/antinfiammatori ma non possiamo/dobbiamo spegnere questo dono (il SINTOMO) che ci può permettere, se visto con la giusta importanza, di mantenere l’efficienza della nostra macchina corpo. Questi segnali inoltre, se guardati in una visione d’insieme, sono tra loro collegati e fanno parte del modo di comunicare del nostro organismo, sono loro stessi il “libretto di istruzioni”.

I probiotici quindi, prima di tutto, devono arrivare vivi in farmacia (produzione, confezionamento, catena del freddo ecc…) devono essere specifici perché ogni ceppo batterico ha un effetto diverso da valutare sul singolo soggetto, con tempistiche d’azione e reazione soggettive. Spesso succede di dover variare un probiotico e/o dosaggio OGNI 3 GIORNI per arrivare alla risoluzione della problematica.
Siamo sicuri di aver sfruttato tutto l’enorme potenziale che sta rivoluzionando gran parte del modo di vedere del mondo scientifico o abbiamo usato un protocollo standard aziendale per semplice moda del momento con tutti i buoni propositi di chi ci ha consigliato?